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Idea e Modello di business per progetti digital

- di Marco Travaglini
Ultimamente abbiamo avuto modo di lavorare su un progetto da zero di due professionisti e imprenditori toscani, Enrico e Alessio che, appassionato uno ed esperto di settore l’altro, ci hanno demandato lo sviluppo di un portale per uno strumento molto bello, facile da utilizzare, legato ai concetti di relax in generale e anche vicino al mondo dello yoga e similari: l’Handpan.
 
Entrambi, erano arrivati con un’idea che conteneva già il modello di business e come fare cassa, sembrava un bel pezzo avanti.

Quando si ha a che fare però con prodotti o servizi ludico-ricreativi, ma in generale, oggi, in quasi tutti i settori, non si può non partire da progettazione che tenga conto di emotività e capacità di creare una prima community intorno all’idea, che inizialmente sembrerebbe non essere di business.

Se vuoi fare un portale che sia direttamente legato alla vendita di qualcosa, diretta o in market place, difficile svilupparlo senza capitali se non si ha un’idea innovativa in testa.

Ma l’innovazione, da dove può partire? Sicuramente da un contesto emotivo e sociale.

I passi sono stati i seguenti nel nostro caso ma possiamo generalizzarli anche per altri prodotti o servizi.
Idea e Modello di business per progetti digital

1. Design dell’esperienza

Ovvero partire dai bisogni dell’utente di riferimento, sia esso produttore che consumatore, spesso oggi la stessa cosa in portali e market place.

I suoi bisogni non sono solamente quelli inerenti il momento di erogazione o fruizione ma sono quotidiani e di filiera: da quando si alza la mattina fino alla sera. Siamo infatti ormai diventati così esigenti che tutto il nostro percorso e l’esperienza quotidiana devono essere accompagnate verso la fruizione del servizio.

Specchio dei bisogni è il valore che l’utente associa alla soluzione del bisogno che, attenzione, magari non è soluzione tecnica ma di fruizione: nel caso in questione, il bisogno è il relax (ascoltato o “prodotto”), la soluzione è il suono anzitutto e non l’acquisto di qualcosa.

Sulla base di questi due milestone, bisogno e valore, si costruiscono poi:

2. Creazione valore economico - Convenienza

Che non è il prezzo per ora, ma solo quanto sono disposto a dare (in tutti i termini) per soddisfare il mio bisogno.

Questa parte riguarda anche il Costo di attivazione. Che non è il costo solamente economico ma quanto invece è difficile “toccare” il servizio, attivarlo etc. Nel caso in questione abbiamo reso molto easy il “contatto con la soddisfazione”: pochi passaggi, pochi secondi e molto valore.
 

3. Stabilire una “linea” di comunicazione

La comunicazione in questo caso vuol dire “mettere in comune” e non pubblicizzare solamente: l’utente è parte integrante della comunicazione ed è anche parte attiva; la comunicazione non è dunque strumento ma ormai direttamente parte del servizio.

Nel caso handpan la stiamo studiando ma solo il fatto di poter utilizzare e comunicare il “suono” sarà il milistone comunicativo. 
 
Sul mixaggio dei 4 componenti precedenti si ha l’esperienza.

Una volta impostata la base dell’esperienza, va associato un utilizzo funzionale per mettere in atto una prima prova e un primo test (denominato MVP) per creare una prima comunità.

Parallelamente, va studiata la storia e il leit motive narrativo da raccontare e plasmare sopra il servizio.
 
Fino ad adesso, non abbiamo parlato neanche dell’idea di fare un portale che vendesse o permettesse lo scambio di strumenti: il modello di business è infatti qualcosa che racchiude:

- una visione strategica a lungo termine;
- modalità di pagamento e creazione di valore economico;
- organizzazione del valore mediante flusso operativo.

Il tutto da mixare e testare.

Ma se in fase iniziale non si trova quel quid emotivo per creare una prima community, a chi lo facciamo testare il modello di business?
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Responsabile Privacy – DPO Marco Travaglini,
nato a Rieti il 14.10.1977, residente in Roma, via Cutilia 47
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